Il Progetto

Il progetto, promosso dall’Amministrazione Comunale, intende avvalersi dei curatori e critici dell’Associazione Culturale Streetartpiu: Felice Terrabuio e Vittorio Raschetti, per animare un’articolata stagione di eventi di arte contemporanea ospitati nell’edificio ristrutturato.
La posizione, ancora appartata e poco attrattiva, con una destinazione d’uso priva di una identità definita, attraverso un’azione culturale originale e mirata, potrà trasformarsi in punto di forza Si tratta di un fattore di valorizzazione culturale, un’occasione di pensiero e contemplazione, un contenitore creativo, non solo offerto alla comunità locale, ma aperto ad un contesto più largo e diffuso di artisti ed amanti dell’arte contemporanea.
Grazie alla creatività degli allestimenti si vedrà trasformare ogni volta lo spazio secondo la differente sensibilità degli artisti.
Un involucro di idee, bellezza e suggestioni in grado di innescare un dialogo tra concetti, forme, opere e pubblico interpretando e contaminando con i nuovi linguaggi della contemporaneità un luogo magico e suggestivo con una storia che affonda nei secoli.
L’opera di ristrutturazione dell’edificio, le antiche mura che sorreggono una copertura di vetro, è insieme strutturalmente felice e simbolicamente funzionale ad un progetto culturale coerente col proprio contenitore ospitante.
Si tratta di custodire una idea del sacro ancora in grado di dialogare direttamente con il cielo, ispirando la creatività degli artisti nel realizzare ed installare opere valorizzate dall’impiego di luce naturale con tutte le sue variazioni e ricchezze di sfumature.
La struttura dell’edificio consente di contenere le opere in uno spazio evocativo di forte impatto e suggestione e allo stesso tempo permette una versatile modalità di fruizione da parte del pubblico che può affacciarsi sulle diverse finestre trasparenti contemplando le opere dall’esterno trattenendosi sulla soglia dell’edificio.
Una modalità di fruizione che predispone alla meditazione ed invita al rispetto del valore sacrale dell’arte, dono inatteso, allo stesso tempo vicino e lontano, trasparente e intangibile, liberamente contemplabile ma inaccessibile.